Nice to meet you.

Io sono di qua, di questa terra senza confini e com milioni di abitanti, sempre qua, nel cyber-spazio.
Mi trovate presso www.delpiano.com. Il mio unico indirizzo stabile da una decina di anni.

Dopo aver trasportato il mio corpo, i miei quintali di libri, sassofoni, CD di Jazz e Rock (di quello buono, anni '60, '70'e '80), giocattoli tecnologici di varia natura, non importa.

Non ho e non voglio avere il telefonino, ma mi trovate sempre qui, 24/24, 7/7, 365/365 (366/366 negli anni bisestili ...).
Sul mio biglietto da visita non metto neanche più l'indirizzo, bastano e-mail e il telefono del momento, tanto mi trovate sempre.
Non faccio ferie oramai dal 2000, mento, ho fatto una settimana di Spagna nel 2006, ma mi sento sempre in ferie, anche se lavoro come un matto.

Ho vissuto qualche anno in Silicon Valley, nel campus della Stanford University attaccata a quella Palo Alto dove tante innovazioni tecnologiche sono nate. A 5 minuti di macchina da Hewlett Packard, Netscape, Yahoo, Altavista, Sun System, Excite, tanto per citarne alcuni, ed al momento vivo a Long Beach California, a un tiro di schioppo da Los Angeles, a 3 isolati dal mare.

Serve un depliant?
Servono delle foto?
Serve una web page?

Ghe pensi mi. Scusate il lombardo improvvisato.
Noi emigrati a volte amiamo giocare con questa italianità  stereotipata, per distinguerci il più possibile dai "nativi".

In realtà  io sono piemontese 100%, figlio di quella Langa che ci dà  il vino più buono del mondo, forzosamente immigrato a Torino negli anni della Fiat, primi anni '60. C'è chi è arrivato a Torino da 1000 km, io invece ne ho fatti solo 60, di Km, ma sempre immigrato sono. E sempre immigrato mi sento.

Per ora vivo qui negli USA - Long Beach, California - dove lavoro regolarmente ma cittadino non sono, poi sarò in Brasile, dove lavoro un po' meno (eh, l'aria di Rio toglierebbe la voglia di lavorare anche al "meneghino" più yuppie ...) e anche lì sono più o meno cittadino, avendo sposato una Carioca, mi sento tanto cittadino del mondo.

 

 

Pago le tasse negli USA (se ne pagano parecchie anche qui, ma i moduli da fare sono molto più semplici!), poi ogni sei mesi faccio un salto in quella che è stata la mia casa per circa trent'anni: Torino.

In Italia ho anche il mio playground, non propriamente mio, ma un luogo dove mi sento bene, e tra una foto e l'altra mi prendo un tempino di riflessione.
Oppure gioco con le parole e le immagini in questa grande casa che si chiama INTERNET. Meglio conosciuta come WEB, qui.

I miei clienti Italiani sono ditte dinamiche, moderne, tecnologiche, che hanno capito di come in pubblicità , l'apporto di una persona che vive diverse realtà  e le può confrontare, può essere determinante.

E che hanno anche capito che seppure io sia a zonzo per il pianeta, è più facile e redditizio lavorare così.
Sono libero e nel contempo schiavo del mio lavoro e delle mie scelte.
Eh sì, un modo nuovo di vivere ...

Where's Delpiano?

 

 

 

 

 

P.S.: questa mia tiritera un po' gigiona mi fa venire in mente quel magnifico pezzo di teatro comico del grandissimo Ettore Petrolini, intitolato "Gastone" che cominciava così:

"Gastone, artista cinematografico, artista del varietà, danceur disseur frequentatore dei Bar Tabarin, conquistatore di donne a getto continuo, uomo che emana fascino. È una satira ferrata al bell'attore fotogenico, affranto, convulso ..."

Vabbè, ridiamoci addosso ... Ah, Italia!